Tonno in scatola e ricette di un tempo: i motivi per cui rimane un ingrediente fondamentale

Il tonno in scatola è uno dei tanti ingredienti della cucina italiana e di tutto il mondo grazie alla sua praticità e alla molteplicità di uso in tantissime ricette. La sua lunga scadenza e la comodità di consumo lo rende un prodotto che non manca mai nelle dispense delle persone. Il tonno in scatola ha anche una lunga storia alle spalle.

Le prime tonnare comparvero nella Sicilia del IX secolo grazie alle tecniche di pesca sviluppate dagli Arabi, poi con i Normanni si affermarono tecniche di conservazione innovative del tonno. Le prime conserve di tonno sott’olio comparvero in Spagna nel XV secolo, poi fu Genova a dare il via a un grande commercio del tonno sott’olio nel XVIII secolo.

Per quanto riguarda il tonno in scatola vero e proprio, fu la famiglia Florio, dopo aver acquistato la tonnara di Favignana, a intuire i successivi sviluppi nella conservazione di questo alimento. Così, all’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92, gli imprenditori Florio presentarono anche innovative scatolette in latta con apertura a chiave.

Il tonno in scatola e ricette di un tempo

Grazie alla sua facilità d’uso, larga diffusione e lunga conservabilità, il tonno in scatola si è ritagliato uno spazio nella preparazione di molte ricette della tradizione culinaria italiana, soprattutto per quei piatti semplici e dal sapore autentico. Ad esempio, nella ricetta del vitello tonnato, un piatto originario del Piemonte, dove compare una gustosa salsa a base di tonno.

Un’altra ricetta classica è la pasta al tonno, un primo piatto diffuso in tutta Italia, realizzato preferibilmente con spaghetti, tonno e un soffritto che può comprendere o meno anche la salsa di pomodoro. Le origini di questo piatto semplice e povero risalgono al rispetto del periodo della Quaresima, quando ci si asteneva dal mangiare carne.

Il tonno in scatola può essere aggiunto alle insalatone o alla pasta fredda così come a tutte quelle preparazioni tipicamente estive. Essendo molto versatile può essere infatti aggiunto a verdure fresche, legumi e cereali per creare piatti leggeri e ben equilibrati dal punto di vista nutrizionale, senza rinunciare al gusto.

Profilo nutrizionale del tonno in scatola

Il tonno in scatola è caratterizzato da un buon profilo nutrizionale, a patto che si tratti di un prodotto di alta qualità. E’ una fonte di proteine buone che servono alla costruzione e al mantenimento della massa muscolare. Il tonno contiene i preziosi acidi grassi omega 3 che hanno un’azione antinfiammatoria e proteggono la salute cardiovascolare.

Il tonno rappresenta un’ottima forte di vitamine e minerali, tra cui le vitamine del gruppo B, la vitamina D, selenio e iodio, essenziali per il corretto funzionamento dell’organismo umano come l’assorbimento del calcio per la salute delle ossa, il metabolismo, il corretto funzionamento della tiroide e l’azione antiossidante per proteggere le cellule.

Tuttavia, il tonno in scatola deve essere di qualità. Occorre fare attenzione al contenuto di sodio presente e l’eventuale presenza di mercurio. questo è un metallo pesante che tende ad accumularsi nei pesci predatori di grosse dimensioni, come appunto il tonno. Un altro aspetto di cui tenere conto è la tipologia di olio di conservazione.

Un discorso di sostenibilità

Oltre a questi aspetti negativi del tonno in scatola, che ci devono spingere ad acquistare un prodotto di alta qualità, occorre anche considerare che la crescente richiesta di tonno in scatola da parte dei consumatori ha portato allo sviluppo di tecniche di pesca intensive che mettono a rischio l’intera specie e l’ecosistema marino.

Questo è un altro motivo che ci deve indurre a scegliere quei prodotti che garantiscano metodi di pesca sostenibili e rispettosi. Ci sono tante aziende che hanno adottato certificazioni internazionali, come l’MSC – Marine Stewardtship Council – che garantiscono pratiche di pesca rispettose per l’ambiente e delle specie ittiche nel mondo.

Il consumatore può fare molto in questo ambito perché con le sue scelte di acquisto e consumo può orientare il mercato, e di conseguenza le pratiche e le tecniche ittiche, verso la consapevolezza, la trasparenza e la sostenibilità, privilegiando quelle marche certificate e che si impegnano quotidianamente nel dar vita a una filiera improntata sull’etica.

Per concludere

Concludendo, dalla sua invenzione alla fine dell’Ottocento, il tonno in scatola rappresenta un metodi di conservazione che ha permesso via via una maggiore diffusione di questo prodotto, rendendolo accessibile a sempre più persone per il consumo. Ciò ha reso possibile la nascita di nuove ricette che ancor oggi vengono preparate per essere portate sulle tavole degli italiani.

Le tecniche di conservazione si sono evolute nel tempo, puntando sempre più nella direzione della sicurezza alimentare e verso il mantenimento delle proprietà organolettiche del prodotto in scatola. Ed è così che anche nella cucina contemporanea, il tonno in scatola continua a trovare largo impiego senza aver mai perduto il filo con il passato e la tradizione.

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