
La fotosintesi clorofilliana è un processo chimico fondamentale, che si basa prettamente sulla luce del sole e sulla clorofilla. Si tratta di uno dei processi chimici più importanti per il nostro pianeta e vede come protagoniste le piante. Sicuramente, gli appassionati di giardinaggio conoscono bene il ruolo della fotosintesi, dato che serve alla pianta per prodursi il proprio nutrimento.
Come avviene la fotosintesi clorofilliana
Andiamo nel dettaglio e vediamo come avviene la fotosintesi clorofilliana, ovvero la creazione della linfa elaborata ricca di zucchero. Fondamentalmente, possiamo dire che questa si verifica grazie a tre elementi importanti, ovvero la clorofilla, la luce del sole e l’anidride carbonica. Sappiamo che l’anidride carbonica si trova nell’aria.

Essa entra all’interno delle foglie grazie agli stomi, ovvero piccoli pori che troviamo sulla superficie delle foglie stesse. Nelle foglie c’è anche la clorofilla, un pigmento di colore verde che assorbe la luce del sole e la trasforma in energia. Nella foglia, dunque, l’energia solare e l’anidride carbonica si incontrano.
Danno vita a molecole di zucchero, il quale viene trasportato in tutte le zone della pianta attraverso dei canali che servono per il nutrimento e la crescita della pianta. Questo è in sintesi il processo della fotosintesi clorofilliana. Appare evidente che si tratta di un qualcosa di assolutamente fondamentale per le piante e, in generale, per tutto il nostro pianeta.
La fase luminosa
La clorofilla è dunque la base di partenza della fotosintesi clorofilliana. Quando la pianta è esposta direttamente ai raggi del sole, la clorofilla assorbe la luce solare e la trasforma in energia e, poi, in nutrimento. Le piante, oltre ad essere organismi autotrofi, sono anche fotoautotrofi e quindi producono cibo con la luce.

La trasformazione della luce in nutrimenti è un processo incredibile, che rende uniche le piante. Consideriamo che nel nostro ecosistema sono le uniche in grado di farlo, insieme alle alghe e ai batteri fotosintetici. Dunque parliamo di un processo straordinario che rivela la grandezza e le capacità delle piante. Ma non è tutto.
Infatti, sappiamo che le piante assorbono alcuni elementi pure da aria, acqua e terreno. Le molecole di clorofilla sfruttano la luce per separare l’acqua. Gli atomi dell’acqua vengono poi divisi nella fase luminosa della fotosintesi e la pianta trasferisce l’idrogeno alle altre cellule scartando l’ossigeno, il quale viene rilasciato nell’ambiente.
La fase oscura
La fase oscura della fotosintesi clorofilliana è nota anche come ciclo di Calvin e, di fatto, trasforma le sostanze inorganiche della luce e dell’acqua in sostanze organiche, che diventano nutrienti delle piante. Si tratta di una fase che, come dice il nome stesso, avviene anche in assenza di luce. Ma in che modo si verifica?

L’anidride carbonica viene mutata in glucosio ed è grazie a questa trasformazione che la pianta riesce a nutrirsi. Le radici, infatti, affondano nel terreno e permettono alla pianta di prendere altre sostanze vitali come il fosforo. Vale la pena, inoltre, approfondire un altro processo estremamente importante per le piante che, di fatti, è opposto rispetto alla fotosintesi clorofilliana.
Stiamo parlando della respirazione cellulare. Si tratta di un processo grazie al quale le piante bruciano gli zuccheri e mangiano in presenza di ossigeno. Questo processo è simile a quanto avviene nel nostro corpo, quando gli zuccheri nello stomaco vengono ridotti in molecole sempre più semplici fino ad ottenere anidride carbonica.
Perché la fotosintesi clorofilliana è così importante
Infine, dopo aver chiarito tutti gli aspetti di cui abbiamo parlato, rispondiamo alla domanda finale e vediamo perché la fotosintesi clorofilliana è così importante per le piante e non solo. Intanto, possiamo dire che si parla di uno dei processi più antichi del nostro ecosistema, infatti molti studi dimostrano che si verificava già tra i 3,5 e i 3,8 miliardi di anni fa.

Si tratta di un dato che è veramente sbalorditivo e che fa riflettere. La continua produzione di ossigeno da parte di alghe e batteri ha reso l’aria respirabile. Questo ha permesso a tutti i primi organismi presenti sulla Terra di uscire dall’acqua e iniziare così a vivere sulla terraferma.
In tutto ciò, le piante hanno continuato a svilupparsi, dando vita alla flora e alla fauna. Un altro aspetto sorprendente della fotosintesi clorofilliana è la sua capacità di trasformare l’energia solare in glucosio. Di fatto, da sostanze inorganiche, le piante sono in grado di produrre sostanze organiche, come ad esempio il glucosio, determinanti per il loro nutrimento.