Vipere o bisce? Ecco come si riconoscono

Le temperature stanno cambiando, e nelle giornate primaverili e estive, non è raro, correre il rischio di imbattersi, in serpenti: da sempre grandi amatori del caldo e del sole. E’ una cosa che può accadere ovunque: in un giardino, in campagna, in montagna o anche in un parco pubblico. Ovunque.

Molto spesso, si tratta di un incontro che genera tanta paura, la stessa che nei casi più estremi si trasforma in uccisione del rettile, un evento ingiustificato. A maggior ragione del fatto che, i serpenti sono delle specie protette, anche quelli che si considerano velenosi. E’ un dato di fatto.

Per questo motivo, riuscire a distinguere una biscia da una vipera, cosi come da un serpente velenoso, è una cosa buona e giusta. Ed è proprio quello che andremo a fare oggi. Grazie a questa differenza, si eviteranno degli inutili allarmismi, e ci si farà anche una certa cultura, su quello che è il mondo dei rettili.

Vipere: caratteristiche

La vipera, che si può definire la più diffusa su tutto il territorio, è quella comune. Per poterla riconoscere, la prima cosa che si deve fare è controllare il suo corpo, e il suo aspetto. Le vipere, in genere sono molto tozze e corte, difficilmente superano i 70 centimetri. Poi, hanno anche una coda corta.

Le squame, ancora, sono carenate, ovvero in lunghezza sono attraversate da una cresta centrale. Mentre, il capo, è in genere appuntito, piatto e anche triangolare rispetto agli altri serpenti. Anche se, questo ultimo tratto non è sempre affidabile, alcune vipere quando si difendono cambiano aspetto, proprio a cominciare dalla testa.

Infine gli occhi: hanno una pupilla verticale e ellittica, che è simile a quella del gatto. I colori, cosi come i disegni sulla pelle, possono essere variabili. Per cui, non ci si deve fare molto affidamento. Delle volte, sono gli stessi di quelli di rettili innocui, per cui possono facilmente ingannare.

Bisce: caratteristiche

Le bisce sono innocue, a prescindere dalla specie che si prende in considerazione. La caratteristica principale, è quella legata al loro corpo, che è sottile e lungo, può anche superare 1 metro di lunghezza. Poi, non ci sta uno stacco netto, tra la coda e il corpo, questo rende difficile distinguere le due cose.

Anche loro, hanno le squame carenate come le vipere. E poi il capo, anche in questo caso non è molto affidabile il suo aspetto, ma in genere è costituto da due macchie di colore giallo, con due bande scure. Queste due cose, formano il collare, che da il nome alle bisce.

Per finire, gli occhi, sono formati da una pupilla molto grossa e centrale, con un colore che resta sempre variabile, ma che in genere tende ad essere grigia o anche verdastra, nelle bisce da collare. Mentre, per le altre di colore biancastro o al massimo giallastro. Una differenza di non poco conto.

La vipera è davvero pericolosa?

Una volta capita la loro differenza, la seconda domanda da porsi è: la vipera è davvero cosi pericolosa? La risposta è si. In Italia, viene considerata l’animale velenoso per eccellenza. Quello che le regala questa nomea, è l’ottimo sistema usato per iniettare il veleno. Sistema, che gli altri rettili non possono vantare.

Hanno due lunghe zanne frontali, che quando non vengono utilizzate, loro stessi ripiegano sul palato, cosi da non potere avere nessun fastidio. Questi, sono i denti, che hanno il collegamento diretto con la ghiandola velenifera. La stessa che si trova dentro la testa, e che viene spremuta da un muscolo.

Le vipere, ad ogni modo, attaccano solo quando vengono calpestate. Anche se, nella maggior parte dei casi scappano. Di base, non sono degli animali aggressivi o pericolosi, ma attaccano per difendersi, perchè appunto spaventati dall’essere umano. O da qualsiasi minaccia, più grande di loro. Per cui, sarà difficile, se non impossibile, vederli attaccare per primi.

Per finire

Nel caso in cui si viene morsi, è bene sapere che si noterà subito: gonfiore e dolore intenso, seguito da nausea, vomito, febbre e dolori alla pancia. In passato, si ricorreva al siero anti vipera, ma ad oggi è molto sconsigliato, tranne che in ospedale. Può provocare anche un effetto shock, nei pazienti che sono allergici.

Per cui, in caso di morso, il consiglio, è quello di disinfettare la ferita e bendare, in modo non troppo stretto. Poi, cercare di raggiungere il più vicino centro medico, cercando di evitare gli sforzi inutili. In genere, anche e ferite serie, si risolvono nel giro di tre, o al massimo quattro giorni.

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