Alzi la mano chi almeno per una volta ha pensato di far installare in un ambiente di casa propria una stufa a pellet (e magari l’ha fatto davvero)! Il riscaldamento a pellet ha subito una forte spinta negli ultimi anni come alternativa al classico impianto di riscaldamento a termosifoni .
Questa nuova metodologia di riscaldamento è particolarmente apprezzata dalla stragrande maggioranza delle persone che la possiedono per l’ottimo rapporto qualità -prezzo: il costo del pellet è relativamente contenuto e il potere calorifero è alto, senza dimenticare il fatto che l’impiego di pellet ha meno impatto sull’ambiente rispetto ai tradizionali impianti.
Insomma, sul fatto che il pellet sia una valida alternativa agli impianti di riscaldamento classici, non sembra esserci dubbio. Su, invece, quale sia il miglior pellet, invece, potrebbero esserci delle perplessità: meglio pellet di faggio o pellet di abete? Prosegui con la lettura e scopri quale è l’opzione considerata migliore.
Pellet: di cosa si tratta?
Il pellet si inserisce nell’ambito dei combustibili naturali. Esso, infatti, viene prodotto a partire dagli scarti della lavorazione del legno, essendo formato dai trucioli e dalla segatura opportunamente compressi. Attenzione! Nel processo di compressione non viene utilizzato alcun collante chimico, quindi i trucioli rimangono compatti grazie all’attrito che si crea fra essi ad altissime pressioni.
La forma in cui si presenta è un insieme di piccoli cilindri dal color marrone chiaro (ovvero il colore della segatura e dei trucioli di legno), il cui diametro è di circa 7 mm mentre la lunghezza può variare dai 15 ai 30 mm. Vista la sua origine naturale e, in particolare, vegetale, il pellet non è altro che una biomassa.
Il fatto che si recuperi la segatura del legno, che altrimenti sarebbe uno scarto, rende il pellet una soluzione ecologica e sostenibile. In più, il fatto che non vengano utilizzati additivi e collanti chimici per la sua produzione, la rende ancor meno impattante sull’ambiente. Questo importante aspetto, unito all’alto potere calorifero, rende il pellet una ottima soluzione per riscaldarsi.
Il funzionamento degli impianti a pellet
Le metodologie attraverso cui il pellet può essere impiegato per la combustione da cui ricavare il calore necessario per il riscaldamento degli ambienti abitativi sono essenzialmente due: la stufa a pelle e la caldaia a pellet. La prima viene utilizzata solitamente per riscaldare un singolo ambiente oppure abitazioni intere ma di piccola dimensione.
La stufa a pellet si presenta come una struttura moderna ma simile alle vecchie stufe a legna, con una “finestrella” sul fronte, attraverso la quale si riescono a vedere le fiamme. A differenza delle stufe a legna, però, la produzione di cenere è molto minore e la programmazione è automatica.
Le caldaie a pellet, invece, sono dei sistemi di riscaldamento centralizzato, utili anche per la produzione di acqua calda. Le caldaie a pellet sono state installate con successo in quanto creano oneri minori rispetto agli impianti di riscaldamento tradizionali e sono più sostenibili dal punto di vista ambientale, mantenendo un alimentazione automatica del combustibile.
Scopri se è meglio il pellet di faggio o di abete!
Al momento della scelta della tipologia di pellet, le persone potrebbero risultare indecise su quale tipo di legno scegliere. Ogni tipologia, infatti, presenta le proprie caratteristiche intrinseche che possono influenzare, successivamente, il potere calorifero, la produzione di cenere e così via. Tra le opzioni più comuni troviamo il faggio e l’abete.
Quale dei due è il migliore? Se da un lato il faggio, essendo un legno più duro, brucia più lentamente (mantenendo il calore più a lungo nel tempo), dall’altro, ha bisogno di temperature più elevate per essere bruciato completamente e, in genere, risulta avere un prezzo più alto rispetto all’abete.
L’abete, dal canto suo, brucia più facilmente per la maggior presenza di resina, è più pratico da trasportare e ha un prezzo conveniente ma la produzione di cenere è maggiore e la produzione di resine comporta la necessità di una più frequente manutenzione dell’impianto. In conclusione, quale dei due scegliere?
Per concludere…
La scelta tra pellet di abete o di faggio dipende essenzialmente dalle proprie esigenze. Infatti, ognuno presenta dei vantaggi, a cui sono affiancati alcuni svantaggi. Se l’obiettivo è quello di avere un pellet in grado di scaldare più a lungo e con rendimenti migliori, allora il faggio fa al caso tuo.
Se, invece, l’utilizzo della stufa a pellet è limitata a poche ore il giorno e necessiti di un prodotto che bruci in maniera semplice e rapida, allora dovresti valutare di acquistare il pellet di abete. Se proprio non sai convincerti, allora sappi che esistono anche delle miscele in cui è presente una percentuale di faggio e una di abete.